AGCOM, RELAZIONE ANNUALE: NEL 2019 IL SIC VALE 18,1 MILIARDI DI EURO, IN CALO DELL’1,4% SUL 2018

AGCOM, RELAZIONE ANNUALE: NEL 2019 IL SIC VALE 18,1 MILIARDI DI EURO, IN CALO DELL’1,4% SUL 2018

Il 26 luglio 2021 è stata presentata la Relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; anche quest’anno, rende disponibili dati e considerazioni sui seguenti, quattro settori: Media; Comunicazioni elettroniche; Servizi postali; Servizi internet e piattaforme on line. La Relazione si sofferma anche sull’organizzazione, le strategie, i programmi di lavoro dell’AGCom.

I Media

I servizi digitali stanno trasformando radicalmente la nozione di contenuto audiovideo; in Italia, l’effetto più evidente è l’indebolimento dell’industria italiana dei media, il cui valore è in calo da oltre un decennio. Il Sistema Integrato delle Comunicazioni – SIC, per l’anno 2019, ha evidenziato un valore pari a 18,1 miliardi di euro, l’1,01% del Pil, con una riduzione dell’1,4% rispetto al 2018, in controtendenza rispetto al trend di crescita che ha interessato, nel medesimo periodo, l’economia nazionale; si conferma come nessun operatore superi il 20% del totale dei ricavi.

Considerando le singole aree economiche che compongono il SIC, quella dei servizi di media audiovisivi e radio mantiene la prevalenza, con un peso del 48%. I primi tre operatori – Sky, Rai e Fininvest – canalizzano più dell’80% delle risorse; la televisione, al tempo stesso, si conferma il mezzo principale per l’acquisizione di informazioni, anche se è sempre più evidente lo spostamento, rapido, verso le piattaforme online.

Il comparto editoriale, costituito da quotidiani, periodici e agenzie di stampa, conserva la seconda posizione, sia pure in diminuzione. I periodici sono il comparto editoriale che ha sofferto di più, con una riduzione della raccolta pubblicitaria pari al 36,6%

L’area dell’editoria elettronica e pubblicità online, rappresenta poco meno del 20%, con un +2% sull’anno precedente. Seguono, con quote notevolmente inferiori, il below the line (iniziative di comunicazione e sponsorizzazioni), il settore cinematografico e la pubblicità esterna.

Nonostante la crescita degli ascolti e del consumo di informazione, i risultati economici sono fortemente negativi per tutti i mezzi di comunicazione e le analisi mostrano una flessione degli introiti pubblicitari causata sia dalla minore disponibilità di spesa degli inserzionisti sia dall’abbassamento dei prezzi di vendita degli spazi pubblicitari, ad eccezione di quelli dell’online.

Le Comunicazioni elettroniche

La crisi pandemica si è fatta sentire anche in questo settore, che ha mostrato una flessione, in termini di risorse complessive, del 4,8%. La contrazione è più marcata nella rete mobile (-5,9%), mentre la rete fissa mostra riduzioni più contenute (-3,8%).

La Relazione AGCom mostra, poi, come sempre più italiani abbiano a disposizione una linea in fibra ottica; attualmente, la copertura del territorio nazionale risulta pari al 33,7% delle famiglie, in crescita rispetto al 30% del 2019; a fine 2020, gli abbonamenti non broadband sono residuali (7,5% del totale), con l’insieme delle linee Fttc e Ftth che ha superato il 55% del totale.

E’ pertanto fortemente aumentato il consumo di dati, anche in virtu’ di un utilizzo crescente di piattaforme che offrono servizi e contenuti online; su tale andamento è evidente l’effetto della pandemia: tra il 2019 e il 2020 vi è stato un incremento del traffico medio di oltre il 46%.
Rimane il divario strutturale tra macro-regioni, con il Nord-Ovest ed il Centro in cui la diffusione degli accessi con velocita’ maggiori di 100 Mbit/s è superiore del 10% rispetto alla media nazionale, con le aree del Sud e delle Isole sui valori più bassi.

http://www.agcom.it/relazione-annuale-al-parlamento-2021

https://www.agcom.it/documents/10179/23560628/Documento+generico+26-07-2021/32d25996-0a6b-4e0b-a303-0c1e9152e4cc?version=1.1