CENSIS: 15° RAPPORTO SU COMUNICAZIONE. LA DIETA MEDIATICA DEGLI ITALIANI

CENSIS: 15° RAPPORTO SU COMUNICAZIONE. LA DIETA MEDIATICA DEGLI ITALIANI

È stato presentato a Roma l’11 ottobre il 15° Rapporto Censis sulla Comunicazione, “I media digitali e la fine dello star system”, da leggere alla luce di una preventiva analisi sull’evoluzione al 2018 dei consumi meditatici degli italiani e presentata in apertura da Massimiliano Valerii, Direttore Generale Censis. Ne è emerso che il confine abbastanza netto di inizio millennio entro il quale  mezzi di comunicazione possedevano ancora caratteristiche tali da poterli distinguere facilmente tra loro, non esiste più. La recente e massiccia diffusione di computer, tablet e smartphone ha infatti fatto sì che oggi tutto ciò che può essere digitalizzato passi da un mezzo all’altro con estrema fluidità. L’introduzione di nuovi mezzi di trasmissione la conseguente modifica dei profili degli editori televisivi ha quindi comportato una ibridazione dei mezzi che conduce al fenomeno della transmedialità.

Nel dettaglio, tra gli aspetti più rilevanti del 2018 c’è sicuramente l’incremento di utenti dei servizi video digitali, passati da poco più dell’11% al 17,9%, con punte di poco sopra il 29% tra gli under 30.

La televisione ha registrato una leggera flessione di telespettatori con un -2,3% sia per la tv digitale terrestre che per quella satellitare, mentre continua la crescita della tv via internet (+3,3% in un anno per un’utenza del 30,1%) e la mobile tv (passata dall’1% del 2007 all’attuale 25,9% di telespettatori, con un aumento del 3,8% nell’ultimo anno).

La radio si conferma all’avanguardia nei processi di ibridazione: i teleascoltatori in Italia sono il 79,3% e se la radio tradizionale perde quasi 3 punti percentuali, è in aumento l’ascolto di trasmissioni radiofoniche via internet con pc (17%) o smartphone (20,7%, +1,6% sullo scorso anno).

Nell’ultimo anno si registra dunque un aumento dell’impiego di internet, smartphone e social media. È su internet il 78,4% degli italiani, vale a dire +3,2% sullo scorso anno e ben +33,1% sul 2007. Aumentano anche gli utenti di smartphone, dal 69,9% al 73,8%, dei social network dal 67,3% al 72,5% che, tradotto, significa che 3 italiani su 4 vivono connessi a internet.

In continuo aumento anche gli utenti di WhatsApp che sono il 67,5% della popolazione totale, che diventano l’81,6% tra gli under 30. Tra i social, si confermano più popolari Facebook (56%) e YouTube (51,8%), con un balzo avanti compiuto da Instagram che arriva al 26% di utenza (55,2% tra gli under 30), mentre Twitter cala al 12,3%.

Perdura invece la crisi dei mezzi a stampa. I quotidiani, letti dal 67% della popolazione nel 2007, sono scesi al 37,4% nel 2018, calo peraltro non compensato dalle edizioni online che, nello stesso periodo di tempo, passano da poco più del 21% al 26,3%. Stabili i settimanali e i mensili che registrano un calo dello -0,2% i primi e dello 0,3% i secondi. Consultati invece da più del 46% degli italiani gli aggregatori di notizie e i portali web di informazione.

Cala anche il numero dei lettori di libri. Oggi solo il 42% ha letto almeno un libro (-0,9% rispetto allo scorso anno), con un calo di utenza dell’1,1% anche per gli e-book. Si dimezza il dato per i lettori abituali (che leggono almeno 3 libri l’anno) che sono il 22,3%.

Infine, non si riduce la cesura generazionale dei consumi mediatici: tra gli under 30 gli utenti di internet supera il 90%, mentre restano al 42,5% gli over 65. Idem per lo smartphone, se lo usa più dell’86% dei giovani, tra i più anziani la percentuale è del 35%. Gli iscritti a Facebook o Youtube sono più del 70% dei giovani contro il 20% dei più anziani, mentre su Twitter ci sono un quarto dei giovani contro un 2,6% degli over 65.