RAPPORTO AGI-CENSIS “I PROFESSIONISTI DELL’INFORMAZIONE NELL’ERA TRANS MEDIATICA”

RAPPORTO AGI-CENSIS “I PROFESSIONISTI DELL’INFORMAZIONE NELL’ERA TRANS MEDIATICA”

È stato pubblicato nel corso dell’evento “Il futuro dell’informazione: dalla storia d’Italia all’editoria 5.0” organizzato nei giorni scorsi da Agi – Agenzia Italia presso il Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, il nuovo rapporto Agi-Censis “I professionisti dell’informazione nell’era trans-mediatica: grado di fiducia, elementi critici e attese degli italiani”.

L’informazione

Dai dati raccolti emerge che il 52,7% degli italiani ritiene che internet non possa sostituire la lettura sistematica di un quotidiano e presta quindi maggiore attenzione alla qualità di ciò che viene diffuso. Solo il 14% ritiene che l’intelligenza artificiale possa scrivere articoli senza il ricorso a giornalisti, con un 42,8% che lo ritiene “inquietante”. Queste resistenze sembrano ridursi, con un 48% di favorevoli, nel momento in cui si restringe il campo ad ambiti di lavoro che appaiono effettivamente standardizzabili, come le previsioni del tempo, la borsa, gli eventi sportivi e i risultati elettorali.

Il 70,1% degli intervistati ritiene che i giornalisti facciano poco per veicolare un’informazione corretta e professionale, il 58,8% è infatti convinto che oggi ai giornalisti interessi più generare traffico che la buona e corretta informazione.

Le fake news

Per il 77,8% degli italiani le fake news sono un fenomeno pericoloso e oltre il 50% ammette di aver dato credito a notizie false circolate in rete. Le persone più istruite, inoltre, ritengono che le fake news sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74,1%) e quasi 9 milioni di persone ritengono di essere stati vittima di fake news in materia sanitaria nel 2019.